Che la tua motivazione sia quella del loto

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“Miki io non credo di voler tornare ora. Fermiamoci almeno fino a dopo Natale. Fino a Gennaio, eh?”

Ore 20.30, 35°, Bombay.  Il taxi che ci sta portando all’aeroporto internazionale è fermo in coda. Il tassista ci chiede perché ce ne torniamo a casa proprio adesso che inizia l’alta stagione. Io guardo fuori dal finestrino, mi perdo dentro le case fantasticando sulla vita degli abitanti, ascolto distrattamente la musica bollywoodiana che propone la radio. Apro il mio passaporto, guardo le mie mani abbronzate e continuo:

Sai non ho voglia di tornare ora, in questo clima di paura, odio, di distrAzione di massa. Vorrei stare fuori dai vecchi schemi, ancora là nella natura selvaggia e p..
“E’ esattamente  ora che dobbiamo tornare. Tutti sono capaci a tornare quando va tutto bene, ma è ora che c’è bisogno di supporto e positività. Nel nostro piccolo, è questo il nostro dovere. Ti occupi di energia, o sbaglio? Sai bene cosa voglio dire.”

1-0. Non posso controbattere.

Così, nonostante la lacrimuccia per aver lasciato la mia casa sull’albero (sì, hai capito bene) e un’immane senso di libertà, l’aereo l’ho preso e con una tazza di zenzero bollente, un maglione di cachemire e la stufa accesa a massima potenza, sono davanti al mio pc a riflettere sull’ultimo post che scrissi circa 2 mesi fa. Corre il tempo, vero?

A farmi riflettere sulla possibilità di fermarmi in India è Luisa, spagnola di Madrid, che da 8 anni vive in Karnataka gestendo una bella guesthouse. Ne parliamo dopo la cena per il suo compleanno, dopo aver mangiato pizza su foglie di banano.

Roberta perché non ti fermi qui? Ci sono già delle donne interessate a quello che fai; potresti organizzare anche workshop su come funziona l’energia e sulla forza del pensiero qui, saresti sold out sempre”.

Già, quindi, perché tornare a casa? Apro i cassetti della mente, cerco la motivazione che mi ha spinto a ore di studio e lavoro, ma niente, il vuoto. O, come direbbe la mia amica Metsa Rabi, rumore del mare. Mentre cerco una risposta che non so dare, prendo distrattamente in mano il cel: stranamente c’è connessione, mi arrivano due messaggi su whatsapp. Non li leggo, ma faccio scorrere la chat e lo sguardo cade su conversazioni in cui si dice che c’è chi aspetta il mio ritorno per poter iniziare la propria avventura. E’ solo allora che mi viene in mente il mio manifesto motivazionale, lo stesso che ho letto alle ragazze durante l’ultima meditazione. Ed è lì che la risposta mi esce spontanea.

“Torno a casa perché è là che posso essere più utile. A casa, in Italia, ci sono le donne che vorrebbero tanto prendersi due mesi di vacanza come ho fatto io, ma non possono ancora farlo e io so che il mio ruolo è aiutare loro a realizzare i loro sogni, a scoprire il loro potenziale attraverso la comprensione di certe dinamiche . Le donne di Gokarna, forti, tenaci e libere, da quel punto di vista sono già un passettino avanti. So di farne parte anch’io, ma non è stato facile. Ho lottato e fatto sacrifici. Non sono scappata dalla società, ma l’ho plasmata a modo mio. E sarebbe bello che tutte potessero farlo, no? “

“Ya Pues si, Roberta.”

Crogiolata nella comodità del mio Io, stavo dimenticando che a volte internet non basta e la presenza è necessaria. Almeno in questo stadio.

In momenti come questo di sconforto e basse vibrazioni a livello mondiale, quando ti sembra che il tuo lavoro sia inutile e la tua fatica sprecata, quando ti chiedi perché fai quello che fai,  riporta alla mente le persone che ti hanno aiutata, quelle che ti hanno ispirata, motivata, incoraggiata. Quelle a cui hai detto grazie o a cui avresti voluto dirlo tanto volte. Loro per te sono state l’effetto “fiore di loto”: tu puoi esserlo per altre. Loro ti hanno aiutata a uscire dal fango in cui ti trovavi e a sbocciare. Loro erano lì quando avevi bisogno di quella frase, quel post, quel sapere che qualcun’altro nella tua situazione già c’era stato e ce l’aveva fatta. Che anche tu potevi.

 Il mio manifesto è questo e lo scrivo qui, per te, per me:

“Nonostante sia nato in acque torbide, scure, dove la speranza di una vita sembra lontana, il loto cresce, supera le avversità e, ironia della sorte, quella stessa acqua sporca che lo ha visto germogliare, si pulisce man mano che esso emerge. Quando il loto si apre, non una macchia di fango o sporcizia rimane esternamente; all’interno, non vi è poi traccia dell’acque di provenienza. E’ puro, luminoso, bello. Nelle filosofie orientali, il bocciolo del loto simboleggia il risveglio, la crescita spirituale e l’illuminazione. Nonostante il fiore di loto emerga dall’acqua sporca, rappresenta la purezza del corpo, della parola, delle mente. Può essere percepito come una mente risvegliata, che cresce naturalmente verso il calore e la luce della verità, dell’amore e della compassione. Può apparire fragile, ma è flessibile e resistente, saldamente ancorato sotto la superficie dell’acqua.”

Quando i dubbi arrivano, sii come il loto. Lascia indietro il fango, non farti sporcare, vai verso il sole e poi, purifica l’acqua attorno a te. Non mollare.

Fallo per te.

Fallo per chi sta attorno a te.

Tu puoi fare la differenza.

Namasté, my friend.

4 commenti su “Che la tua motivazione sia quella del loto

  1. adoro leggerti, è come una pausa di relax nel cervello. si, credo proprio che è qui che si ha bisogno di una forma mentale differente,è qui che devi seminare, perchè qui siamo nel fango.

  2. Amica, ti leggo in “pausa” pranzo, e mi emoziono.. grazie per ricordarmi oggi di poter essere un meraviglioso loto che crea bellezza dall’ “acqua sporca”. E’ come sentire , avere la consapevolezza, del potere che abbiamo nelle nostre mani per trasformare la sfida in qualcosa che ci faccia sbocciare!
    e poi.. mi sento parte di quel viaggio di crescita, risveglio, consapevolezza, ricerca… che ci ha viste, anche solo per un pezzetto, emozionarci insieme!

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