Da sogno a realtà

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Pensa positivo e tutto andrà come deve: il tuo sogno si realizzerà.

{Sogno, [só-gno] s.m.: fantasia a occhi aperti, speranza illusoria}.

E’ questo che vuoi per la tua vita?

No, questo è tutto tranne che radicamento, ovvero la capacità di rimanere con i piedi ben piantati a terra e di produrre risultati tangibili sul piano in cui esistiamo, nel periodo che ci è dato.
Il pensiero positivo non crea miracoli, non ci fa cambiare attivamente la nostra vita: dovrebbe servirci ad avere quella spinta mentale necessaria per compiere azioni e generare trasformazioni.
E’ il pensiero neutro che fa la differenza: accompagnato dalla capacità di discernimento, è quell’atteggiamento ci porta a valutare attentamente ogni singola variabile e a sceglierla sulla base della sua fattibilità, ricordandoci che la situazione idilliaca è quella in cui il minimo sforzo porta al massimo risultato.

Questo che ti lascio a seguire è una articolo pratico, fatto di domande per scuoterti e portarti a creare da sola la tua strada.
E’ lavorando costantemente, con coscienza a livello di causa e focalizzazione, che crei miracoli.
Be your own miracle.

I limiti

Esistono tutta una serie di condizioni che ci poniamo ancora prima di iniziare a fare piccoli passi verso la realizzazione del nostro sogno perché sappiamo benissimo che, una volta cominciato, non si hanno più scuse ma energia, tempo e soldi devono essere focalizzati sulla meta.
Vedere che c’è chi sta cambiando mentre tu sei sempre ferma allo stesso punto, crea dolore; il meccanismo di difesa è quindi quello di mettersi ai ripari generando condizioni.

Come sapere se lo stai facendo tu stessa? Prova a rispondere alle seguenti domande:

vivi di esperienze o di riferimenti?
– ti sembra che tu ti stai trattenendo per  un”dopo” ipotetico e non definito?
– stai aspettando “il momento giusto”?

Se hai risposto sì a 2 domande su 3 e non hai saputo rispondere alla prima o hai scelto “riferimenti”, sappi che ci sei dentro in pieno, ti sei creata una bellissima gabbia dorata.

Vuoi uscirne? Benissimo, continua con la lettura perché è ora di lavorare attivamente il tuo sogno.

Le domande

  • Qual è il tuo sogno? Definiscilo come se dovessi spiegarlo a un bambino di 5 anni.
  • Qual è il Core belief, il valore, che ci sta dietro?
    Ovvero il sogno di per se è solo un simbolo che rappresenta una necessità che tu reputi una condizione imprescindibile della tua vita.
  • Il sogno come trampolino. Realizzare quel sogno, dove ti porta in realtà?
  • Quanto è distante? Ovvero date le tue coordinate “geografiche “attuali, quanto tempo manca e cosa manca al raggiungimento del sogno?
  • Difficile ma non impossibile. Ovvero che cammino conduce al tuo sogno?
  • Il tuo cammino è un piano realista? Ovvero realizzabile nello spazio tempo che ti sei data?
  • Come puoi migliorare il piano?
  • Ritorna al punto 2, ovvero il tuo core belief: se non dovessi raggiungerlo con il piano A, individua altri due modi per arrivare a destinazione.

Ti lascio qui un breve audio in cui ti spiego meglio le domande che ti ho fatto:

Ricordati che ogni sogno è fatto dei 4 elementi della terra: terra, acqua, fuoco e aria.
Ha bisogno di radici e radicamento, deve fluire come l’acqua, necessita del fuoco della passione e deve essere impercettibile e impattante come l’aria.

Succeda ciò che succeda, non smettere di sognare. Tradotto in termini pratici, non smettere di progettare.
Be your own miracle.

 

Nel caos risiede l’impareggiabile opportunità di imporre un ordine creativo

Bill Mollison, Manuale di Permacultura 

 

Blessings,

R.

 

 

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