Di Attese e Realizzazioni

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Bath, UK, una lenta domenica di giugno.

Per la prima volta dopo tanto tempo, non ho nulla da fare.
Fuori 13 gradi e classica pioggia inglese. Fuori non si va, quindi scendo in cucina a farmi un tè caldo: la radio è accesa, l’acqua bolle già e, attorno al tavolo, trovo il proprietario della casa che mi ospita intento a discutere con la sua compagna di quadri e attese.

Rob è un’artista sessantenne, ha sempre vissuto di arte e uno dei suoi quadri più famosi si chiama “Waiting”, “Attendere” per l’appunto. Ritrae una ragazza giovane dal sorriso amaro su uno sfondo nero dal quale nasce un vortice di colori cupi, forti e a tratti fastidiosi.

“Devi aver pazienza nella vita e non svenderti. Guarda quanti artisti si buttano nel mondo, fomentanti dal fuoco dei lori ideali belli, nuovi e puri ma con opere spesso incomprese e dopo poco mollano. Cambiamo per piacere: manca loro l’approvazione del pubblico, bramano il denaro e la fama, si sentono maltrattati da una società malata e si svendono. Iniziano a fare cose, robette, dettate dal gusto comune, accontentano la massa, si spersonalizzano. Ecco, per me quelli non sono artisti e non lo sono mai stati”

Rimani fedele a te stesso. Confida nel tuo intuito, alza la testa nei tempi bui e persevera.

Persevera, Persevera. Persevera: è la chiave del successo, del tuo successo. Di quello che segue i tuoi canoni, sostenibili e sani. Non ti adattare, non cambiare per omologarti: abbiamo bisogno della diversità, abbiamo bisogno dell’ispirazione di chi va oltre e sfonda quel cavolo di muro in cui siamo stati ingabbiati.

Quante volte hai sostituito ciò che ti piaceva veramente per piacere a qualcun altro? 

Non è questo che ti rende speciale, che ti rende scintilla di luce per gli altri.  L’omologazione è uno dei grandi mali del nostro tempo. Sii fiero della tua diversità e ciò che con essa sai produrre.
Non ti buttare giù perché, anche nel tuo piccolo, ciò che fai è creare un effetto domino su chi ti circonda.
P e r s e v e r a
All’artista che è in ognuno di noi; a te, per tutte le volte che non ti ho compreso.
R.

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