Di danza e di vita

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Eleonora, 16 anni: “Senti Robi, io non ho capito una cosa riguardo al tuo lavoro. Se una donna vuole stare da sola e andarsene via da sola per capire alcune cose, non può semplicemente prendere l’aereo e andare, invece che chiedere a te?”

La guardo sorridendo.
R: “Eleonora, sono ben felice che tu la pensi così e sono ancor più felice che tu non possa ancora capire certe dinamiche che scattano nella vita di una donna e che rendono tutto più dannatamente complicato.”

E: “Quali dinamiche? Nel senso che non sto giudicando, sto solo cercando di capire”

{Temo che i ruoli si siano ribaltati ma è già troppo tardi. Quando gli adolescenti colpiscono, ci prendono in pieno.}

“Sai Ele, è esattamente quello che vogliono loro. Capire. Capire quando e come, nella loro vita, sono passate dal pensarla come te al trovarsi in situazioni totalmente diverse. Capire cosa è successo e perché. Ti sei resa conto di quanto in fretta sia passato il tempo da quando siamo qui a Dublino? Ecco, questa è solo una metafora della vita. E’ come una danza dai ritmi veloci, da passi e mosse impercettibili che ti trascina, ti coinvolge, ti fa passare di mano in mano di altri caratteri che sono arrivati a condividere la scena con te. A volte salti, a volte cadi, altre ti lasci travolgere. A volte ridi compiaciuta, a volte sei troppo stanca e vorresti fermarti e scendere ma non ce la fai. Allora allunghi la mano perché vuoi che qualcuno di aiuti ad uscire da quel vortice.”

E: “..qui arrivi tu e le porti a stare da sole con se stesse?”

R: “Anche. In questo momento di calma, c’è chi si interroga e si chiede dove, nel frattempo, siano finiti i sogni o le parti che avrebbero voluto interpretare prima di essere travolte, prima che un’altra regia dirigesse i lavori. Ricordati che viviamo in un tempo in cui siamo sempre più connesse ma sempre meno presenti.  C’è bisogno di fermarsi e di riprendere i fili della propria vita che uno spettacolo fatto di società, relazioni sentimentali dannose, aspettative ha portato in altri luoghi rispetto a quelli in cui avresti voluto essere. In ogni caso, se arrivi qui, a questo punto, sei fortunata perché di nuovo hai la possibilità di scegliere. Mi segui?”

E: “Si, basta non lasciarsi trascinare. Però come faccio a non dimenticarmelo mentre cresco?”

R: “Bellissima domanda tesoro. Senti, che ne dici di iniziare a scrivere una lettera alla futura Ele? La mettiamo in una busta insieme a una foto che ci facciamo ora, che dici? Poi la metti in un posto solo tuo e ci torni ogniqualvolta senti che le cose non stanno andando come dovrebbero.”

E: “Ok, poi però stasera ci porti a ballare in discoteca?”

E mentre scoppio a ridere pensando che avrei dovuto usare un’altra metafora, dentro di me penso che si, Ele, ti porto a ballare però mi devi fare una promessa. Anzi, falla alla Eleonora che non si vergogna di ballare come una matta, a quelle che apre sempre le danze, a quella trascinatrice allegra e forte che sei ora: promettiti di evolvere nella tua essenza ma senza cambiare.

Prometti di non dare a nessuno il potere di scrivere la sceneggiatura della tua vita. Rimani l’unica autrice.

2 commenti su “Di danza e di vita

  1. Prometti di non dare a nessuno il potere di scrivere la sceneggiatura della tua vita. Rimani l’unica autrice.
    ME LO SCRIVO A LETTERE CUBITALI!!!! GRAZIE

    Paola B.

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