La pratica del silenzio

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Sono stata zitta.

Ecco cos’ho fatto quest’estate, essenzialmente. Oltre a starmene sola per buona parte del tempo, sono andata in un luogo – il monastero di buddismo tibetano di Pomaia – in cui avrei voluto parlare un sacco e rispondere a tutte quelle domande e quei dubbi sulla meditazione e sul sentiero spirituale che sentivo qua e là, durante le pause che i partecipanti avevano tra un corso base di meditazione e l’altro. In realtà, mi sono fatta dare quel fantastico cartellino con scritto “Aiutami a mantenere il silenzio” (lo stesso che Julia Roberts indossa mentre è in ashram in India in “Mangia, Prega, Ama”, per intenderci) e me lo sono appiccicata sulla maglietta, in bella vista.

Inizialmente praticare il silenzio è stato “pruriginoso”. Per frenare l’impulso di intervenire e direi la mia, mi sono morsa la lingua un sacco di volte. Più passava il tempo però, più notavo un piacevole effetto lenitivo, tranquillante e perfino euforizzante, oserei dire.

Perché? Ti riassumo in 5 punti cosa puoi imparare se provi a tacere per un po’.

1. Ti insegna a parlare la stessa lingua di chi ti sta attorno
Il principale problema della comunicazione è che spesso si parlano lingue diverse. Puoi avere idee brillanti e soluzioni cambia vita ma se le trasmetti in una lingua che non è la stessa del tuo pubblico, non sarai mai capita. Ovviamente, se non ti fermi ad ascoltare, difficilmente saprai dove sei, con chi ti trovi e quale dialetto usare.

2. Ti insegna a cambiare ruolo
Se per lavoro sei abituata a dirigere, dare istruzioni, informare o insegnare, ti verrà quasi automatico farlo anche nella vita di ogni giorno. Stare in silenzio e lasciar fare agli altri, ti insegna la bellezza di ritornare studente e la leggerezza di non dover necessariamente sapere, fare, eseguire tutto alla perfezione. Stai apprendendo, sei autorizzata a mollare il timone. Da Yang passi a Yin.

3. Ti fa risparmiare
Tempo, energia, salute. Perché ti insegna a non dare aiuto laddove non è richiesto. Spesso ci muoviamo spinte da un irrefrenabile spirito da crocerossina ma la realtà è che, spesso, le persone non vogliono essere aiutate. Amano l’atto della lamentela fine a se stesso ma  – sempre per lo spirito di cui sopra – non ce ne rendiamo conto. Quanti sforzi avremmo potuto risparmiare e investire nei nostri progetti e nella nostra saluta mentale. Se solo ci fermassimo un attimo a osservare senza accorrere e sostenere, senza chiamare, mandare messaggi, senza esserci con la parola, vedremmo la realtà dietro la messa in scena.

4. Ti mostra come dar spazio al tuo intuito
L’intuito, quella voce interiore di saggezza infinita che ti guida e ti fa vedere cose che la mente non può per natura scorgere, viene ucciso dalla ragione. Ha bisogno di spazio per manifestarsi, necessita di un vuoto in cui entrare, ha bisogno della calma e del raccoglimento interiore che il brusio della nostra voce non permette. Silenziare ciò che pensiamo sia indispensabile per affidarci a una guida superiore, questo è.

5. Last but not least: è spiazzante 
E’ un trucco che ho appreso nei miei 20, dopo anni passati a rispondere, litigare nonché urlare con i miei genitori. Nel momento in cui ho smesso di controbattere, quando ho cambiato il mio ruolo (vedi punto 2), ho notato un totale smarrimento seguito da ulteriore arrabbiatura di mia madre che però non veniva riversata su di me ma portata con sé. La reazione delle persone al silenzio è impressionante. Sono come le due spunte blu su whatsapp senza risposta (hai capito cosa intendo, vero?). Le coppie vanno in crisi, la concorrenza si sente persa perché non sa come muoversi…e invece che perdere tempo, tu guardi avanti.

Ricordati che, come dicono i Grandi Maestri, è nella pausa che si raggiunge l’Illuminazione. Concediti una prova 😉

Stay blessed,
R.

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