Le basi della pratica meditativa

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Hai letto che la meditazione è in grado di eliminare l’origine degli stati mentali che generano ansia, stress, inquietudine e fobie. Hai sentito che aumenta la produzione di ossicitina ed endorfina, rispettivamente l’ormone delle coccole e l’antidolorifico naturale per eccellenza.  Hai visto amiche diventare più centrate e produttive e smettere di reagire “abbaiando” ma respirando profondamente. Fighissimo! E hai deciso di provarci anche tu.

Però…Quante volte ti sei trovata ferma in partenza? Quante volte avresti voluto essere disciplinata nella pratica ma non sapevi neanche da dove partire?

Se anche tu sei nel club #sonofermalvia, in questo articolo ti illustro le basi di una pratica sana che non richiede sensazionalismi ma piccoli concreti atti di volontà. E disciplina, tanta disciplina.

Come prepararsi alla meditazione, ovvero il prima

Nel prima ci dedichiamo alla preparazione fisica, che consiste principalmente in tre punti:

  1. cerca un’alimentazione appropriata: cerca di evitare di mangiare appena prima di meditare o, se proprio non puoi, non ingerire cibi pesanti o che esigono una digestione lunga. La carne richiede una quantità notevole di energie per essere correttamente digerita, così come un piatto ricco in carboidrati induce il corpo in uno stato di sonnolenza (hai presente come stai dopo una carbonara?). Non mi pare l’ideale, no?
  2. fa esercizio fisico: ricordati che lo scopo ultimo dello yoga, per esempio, è preparare il corpo a stare in posizione di meditazione senza sofferenza. Preparasi con dei semplici esercizi di stretching è già un ottimo modo per ammorbidire il corpo e facilitare la pratica.
  3. rilassa il corpo per indurre in stato di quiete la mente. Ricordati che mente e corpo sono connessi: se il corpo si rilassa, di conseguenza lo farà anche la mente. Puoi prepararti alla pratica con un semplice esercizio di respirazione 4×4, ovvero: inala per 4 battiti (non secondi!), trattieni a polmoni pieni per 4, espira per 4, trattieni a polmoni vuoti per 4. Ripeti questo ciclo dalle 3 alle 5 volte.

Attenzione però: aspettare di essere calmi o di avere le condizioni ideali per meditare è come decidere di fare yoga solo una volta diventati elastici. E’ esattamente il processo opposto. Non usare questi punti come scuse o conditio sine qua non: se riesci a fare quanto sopra bene, altrimenti metti a tacere il tuo sabotatore interno e inizia.

 

Durante

  1. Approcciati con una corretta attitudine mentale: che, per la prima volta, è passiva, ovvero ascolta. Non giudicare la tua pratica, non punirti per i pensieri tanti e ballerini ma osserva e ascolta. La meditazione non è assenza di pensiero ma è capacità di familiarizzare con e usare correttamente i pensieri per trasformare positivamente la mente.
  2. Mantieni una pratica regolare: metti in agenda la meditazione. Che si tratti di una pratica quotidiana o settimanale, meditare deve diventare un’abitudine e, come qualsiasi altra attività, esige pratica per ottenere risultati tangibili. Allenamento batte talento, ricordatelo!
  3. Cerca una postura comoda: per evitare di passare tutta la meditazione concentrata sul fastidio o sul dolore del corpo, trova una posizione semplice e comoda. Seduta su una sedia con la schiena staccata dallo schienale è molto meglio che nella posizione del loto ammosciato.
  4. Il luogo di meditazione: scegli un luogo della tua casa nel quale puoi ricavare uno spazio tuo. Non ti occorre molto, se non un semplice cuscino su cui sedere (o una sedia). Tutto il resto – fiori, candele, incenso e iconografie sacre – è bellissimo ma accessorio. Il luogo si impregnerà della tua energia e di quella rilasciata dalla pratica e noterai che di volta in volta ti sarà più facile meditare lì che altrove.
  5. Scegli il tuo orario: esiste un’ora in cui la pratica è facilitata, sia per via dell’attività biochimica celebrare che per un movimento energetico planetario. Parliamo delle prime ore del mattino, tra le 4 e tra le 18 e le 19. A seconda di ciò che vuoi raggiungere, sii flessibile e scegli di meditare al mattino se vuoi dare il giusto imprinting alla tua giornata o alla sera se vuoi rilassarti, lasciando andare le tensioni per preparati a un sonno migliore. Ad ogni modo, scegli un orario che sia tranquillo e senza interruzioni.
  6. Decidi la lunghezza delle sessioni: meglio brevi ma costanti che lunghe e saltuarie. Il modo di progredire in meditazione non è forzarsi in sessioni di ore che ci portano all’esaurimento mentale e fisico. Quei 5 minuti fatti con cuore e piena concentrazione possono essere più producenti di una sessione di un’ora caratterizzata da nervosismo e fretta.
  7. Relax si, sonno no: sii rilassata ma vigile, non pensare che meditare equivalga a dormire. La meditazione è un’attività della mente che controlla la mente. Come pensi di farlo se dormi?
  8. Non avere aspettative: sarebbe fantastico avere una pratica pacifica e appagante sempre ma la mente cambia continuamente e tale aspettativa è irrealistica. Volere cambiamenti eclatanti immediati è frutto dell’ego, non di una sana evoluzione spirituale che accetta l’umiltà della disciplina anche senza rendersi immediatamente conto dei suoi frutti.

Dopo

  1. Datti il tempo di transizione: a fine pratica non buttarti a capofitto nelle tue attività, interagendo subito con il mondo esterno (ovvero, non controllare subito Facebook o non rispondere ai messaggi su Whatsapp). Datti quei pochi minuti di tempo necessari per tornare in questo mondo.
  2. Taci: è la prima cosa che si insegna. Non disperdere l’energia della pratica parlandone a persone che potrebbero giudicare o non capire. La meditazione è un atto personale. Diffida da chi urla ai 4 venti quanto sia stato bene o quali immensi benefici ne abbia tratto da prime poche  lezioni. Gli effetti della meditazione vanno assimilati con il tempo e custoditi come tesori preziosi.

L’arte di meditare è una naturale condizione del nostro essere alla quale, però, non siamo più abituati.

Si tratta solo di riportare la mente a familiarizzare con un antico modo di agire. Ricorda che le basi che ti ho appena descritto sono secondarie all’importanza della meditazione stessa. La meditazione esige disciplina ma è fluida nelle regole fintanto che viene mantenuto il suo scopo: aiutarti a raggiungere una visione più realistica del mondo, realizzando a un livello di consapevolezza maggiore chi sei veramente, nel più profondo della natura.

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