Lezioni di Life Coaching dallo Yoga

by

Ho iniziato a praticare yoga per puro caso ai tempi del liceo, durante una lezione fatta dalla nostra insegnante di educazione fisica nello scantinato della scuola. Mi ricordo ancora la sensazione di misticismo misto a familiarità che provai: ero intenzionata a proseguire ma all’epoca ero troppo focalizzata sulla scuola e troppo poco motivata a fare quello che credevo fosse semplice “sport”. Negli anni dell’università mi riavvicinai ma, di nuovo, la mia volontà di essere un po’ viziosamente bohémienne, mi allontanò da una pratica che mi sembrava noiosa e lenta.

Ci arrivai in maniera stabile qualche anno dopo e da allora, lo yoga nella sua completezza, è entrato nella mia vita senza più uscirne (precisazione: da allora lo pratico, non lo insegno e chiedo aiuto a tutte le mie amiche insegnanti ti aiutarmi a correggere eventuali errori tecnici di quest’articolo).

Il punto è uno: puoi praticare yoga da anni ma ci sarà sempre una cosa che ti lascerà sorpresa, ovvero il modo in cui questa disciplina si riveli la sua interezza solo in base a quanto tu sia disposta a crescere.

Innumerevoli solo le lezioni di vita che questa pratica millenaria, codificata da Patanjali nei suoi Yoga Sutra, può dare; per farti un esempio, di seguito ti elenco otto punti, semplici e ripetuti dai nostri insegnanti miglialia di volte, che però ti fanno cambiare improvvisamente prospettiva solo quando li afferri davvero. Attenta però: parliamo usando il corpo ma in realtà ci riferiamo a mente e spirito 😉

 

1. Non serve solo respirare, devi anche fare spazio

Ci focalizziamo tantissimo sul respiro, sul ricordarci di respirare, sul portare attenzione a quest’atto tanto importante quanto naturale ma ci manca un passaggio fondamentale. Con ogni inspiro portiamo una grande quantità di aria pulita e nuova all’interno del nostro corpo che però, per “starci”, per adagiarsi, ha bisogno di spazio. Non serve a nulla respirare se non siamo pronti a modificare e adattare il nostro corpo (leggi il nostro atteggiamento) per lasciare spazio alla nuova sostanza che stiamo protendo dentro di noi, nella nostra vita. Quindi inspira e poi esplora le possibilità di fare spazio che già hai ma di cui, ancora, non sei consapevole.

 

2. Se tiri fuori il cuore, le spalle ti sorreggono

Passo che segue il respiro. Nello yoga si utilizza la respirazione diaframmatica (hai presente quando gonfi l’ombelico come fosse un palloncino e poi lo ritrai verso la colonna vertebrale? Ecco, quello): durante l’inspirazione il diaframma si contrae insieme ai muscoli intercostali, la cavità toracica si espande permettendo all’aria di entrare nei polmoni. Rajendra, il mio insegnante di Hatha Yoga qui in India, quando faccio Matsyasana, la posizione del pesce (che trovi mostrata qui, in una variante della bella e brava Eleonora Cosner, che ti consiglio di seguire) mi dice che se non butto fuori bene il cuore per entrare nella posizione, le spalle non lavorano nella maniera corretta e collassano: troppo peso portato nella maniera errata. Come dargli torto?

 

3. Vertebra by vertebra, ovvero passo dopo passo

Questo, ragazze, ce lo siamo sentite dire dai nostri genitori fin da quando abbiamo iniziato a camminare. Probabilmente, però, abbiamo dovuto prendere qualche strappo o accusare un bel dolore alla cervicale prima di capire che se non rispettiamo i nostri tempi e le esigenze del nostro corpo, ci facciamo male. Non arriviamo prima: forse sul breve termine, quando a caldo non senti ancora il disastro che hai combinato ma stai certa che sul lungo periodo sei ferma. Ciao cara, ci vediamo alla prossima stagione.

4. L’essere bilanciati avviene quando le parti del corpo dialogano tra loro

Prendiamo una delle posizioni di bilanciamento più famose, Vrkasana, l’Albero, tanto per capirci: non puoi pensare di stare in un armonico equilibrio se ti concentri solo su una specifica azione (sul piede che poggia a terra, piuttosto che sulla contrazione addominale o sul mantenere lo sguardo fisso in un punto). Nell’albero, ogni parte sa che lavoro deva fare e nessuna si preoccupa che qualcuno non collabori, no? Le sue radici grosse e profonde prendono sostentamento dalla terra, il tronco robusto fa da canale al nutrimento e i rami si protendono verso l’alto per dare e ricevere. Quindi, anche tu, devi essere certa che tutto il tuo corpo sappia che cosa stai per fare, che ci sia dialogo tra tutte le tue parti, che si sostengano a vicenda e che tutte puntino all’obiettivo finale. Nessun egoismo, cooperazione interna!

5. Lo sforzo è necessario per entrare nella posizione ma dopo rilassati

Sempre Rajendra che ogni tanto mi guarda e mi dice: “Rilassati cara. Praticare yoga è un po’ come andare in bicicletta: all’inizio fai fatica e sei tutta tesa ma poi puoi, devi rilassarti” E così è la vita: ok la tensione quando impari qualcosa di nuovo ma poi rilassati e goditi il momento.

 

5. Rafforza il core, il tuo centro

Triste verità che mi ricorda che gli addominali ci sono e vanno usati. Sviluppare il tuo centro, la tua parte forte, è fondamentale per darti la spinta, sostenerti e proteggere zone più deboli da eccessivi sforzi (ottima lezione di business, anche).

 

5. Non spingerti fino all’estremo, lascia sempre uno spazio di sicurezza

Ma noi non li ascoltiamo, i nostri poveri insegnanti di yoga, che ce lo ripetono fino all’estremo. E’ che a noi piace arrivare fino in fondo e, anzi, spingere ancora di più, provare ad andare oltre. Perché la verità è che siamo autolesioniste, che i rallentamenti e gli autogol ce li facciamo da sole.

 

5. Shavasana, arrenditi cara

Shavasana o mritasana, la posizione del cadavere, quello per cui, quando la lezione inizia, non vedi l’ora di sentire quelle parole: “ed ora, stenditi a pancia in su, pronta per il rilassamento finale”. Ma, c’è un ma: le posizioni di rilassamento sembrano facili ma praticarle, rilasciare consapevolmente le tensioni, può essere alquanto difficoltoso. I muscoli possono sembrare rilassati ma la rigidità, in realtà, è ancora lì. Rilasciare significa arrendersi ed essere pronta ad ascoltarti e stare a vedere cosa succede, senza fare. Ne sei capace?

Alla fine è così: la maggior parte delle persone si avvicina allo yoga grazie alle asana, le posizioni fisiche che sono solo 1 delle 8 parti di cui lo yoga è fatto: poi inizia a capirne la correlazione mentale, segue quella spirituale e il gioco è fatto. Il tuo processo di cambiamento è iniziato e tu non puoi più farci nulla, se non… Shavasana!

Always always keep yourself blessed & wild!

R.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.