Quando fare di meno, ti da di più {Chai Time: la mia pausa}

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Agosto: quasi tutti gli amici in vacanza. Caldo a livelli record. Si consiglia di evitare attività pesanti, soprattutto nelle ore più bollenti.  D’altronde è difficile muoversi, sembra ci abbiano messi tutti in un forno.

Amiche: “Robi vieni? Andiamo a fare un salto al fresco, in montagna”

Robi: “Grazie ragazze, non ho tempo ora, devo sistemare casa.”

A: “Ora?!?”

R: “Si, è il momento perfetto.”

Devo ribaltarla da capo a piedi, prima nel generale e poi nel particolare: setaccio ogni stanza, cassetto, anta, mensola. Seleziono abiti, stoviglie, libri, vecchi documenti. Cerco di eliminare il più possibile. Scarto, pulisco, riordino. Riorganizzo. Faccio spazio, tanto spazio.

Sono un p0′ di giorni che più mi guardo in torno, più mi sento appesantita e schiacciata da un bagaglio immenso: un accumulo di oggetti e ricordi che hanno fatto il loro tempo e ora sono inutili, ingombrano e impediscono l’affluire di qualcosa di nuovo. “Quante cose: che caspita me ne faccio? Mi servono davvero?”
Manca aria.

Rallentare il ritmo ad agosto, nella placida solitudine e imposta concentrazione, mi ha permetto di sviluppare una consapevolezza ancor maggiore su ciò che avevo e ciò che non volevo e di sentire chiaramente che era arrivato il momento di tagliare. Tagliare quel cordone che prendeva la mia energia per donarla ad altro: progetti, cose, persone.

Delle energie che hanno avuto luogo in questo equinozio – e che io, evidentemente, sentivo già  a fin agosto (forse perché sapevo che più tardi non avrei avuto tempo) –  ne ho parlato alla meditazione di lunedì scorso: energie di trasformazione, guarigione, rilascio e purificazione. Esattamente come succede agli alberi che lasciano cadere le foglie, a livello energetico in questo periodo succede la stessa cosa: “cadono” energie che sostengono alcune credenze. Può capitare che si senta il bisogno di scappare da certe situazioni, non aver più voglia di terminare un progetto o sentirsi non più attratti da certi obiettivi. Può essere che questo cambiamento energetico abbia portato anche te a sentirti sbilanciata e distratta; questo perché di solito, a settembre, con la ripresa delle scuole, si tende ad accelerare, come se fosse l’inizio di un nuovo anno: nuovi propositi, nuovi corsi, nuovi impegni. Si aggiunge invece che togliere. Ma fermati un attimo e guardati intorno: cosa sta facendo la terra nel suo ciclo naturale? Elimina. Lascia andare. Si spoglia. Rallenta. E senza tutte le foglie di mezzo, la visione diventa più chiara. Questi periodi sono sapientemente progettati affinché le energie si muovano in maniera intelligente e propositiva.

E così, come per la casa, nelle scorse settimane ho fatto spazio anche lavorativamente. Ho eliminato servizi che non valevano lo sforzo, messo fine a collaborazioni, riprogrammato progetti che avevano bisogno di più attenzione di quella che ora sono disposta a dare. Perché? Perché qualsiasi attività o collaborazione tu intraprenda, a livello sottile sposta e ridireziona energie di prosperità e materializzazione, ovvero le disperde. Ma tu sei sicura di avere abbastanza acqua (leggi: energia) per dare da bere a tutte queste piante (leggi: canali)?

I risultati non si raggiungono solo con il duro lavoro, ma con il lavoro intelligente: poche ore concentrate su un unico progetto, ti porteranno a risultati maggiori che molte ore su tante attività diverse. Parlando concretamente, aggiungere servizi e prodotti solo perché hai visto che le tue “concorrenti” fanno cose belle che tu non ancora fai, non solo crea confusione al tuo cliente, ma fa disperdere quelle particolari energie di attrazione che invece dovrebbero lavorare insieme per la realizzazione dell’obiettivo.

Quindi, anche nel lavoro, Ludwig Mies van der Rohe docet: less is more.

Quest’autunno, prova a vedere se Madre Natura ha ragione: rallenta e rifletti su se ciò che stai facendo rappresenta davvero chi sei. Guarda dove sei e chiediti dove vuoi arrivare e come. Invece che aggiungere, riduci e poi implementa e migliora.

Come? Chiediti  cosa ti sta prendendo energia di un tipo (ad es. di sforzo intellettuale) senza dartene una di un altro (ad es. di prosperità) e capisci cosa puoi lasciar andare. Non aver paura di questo cambiamento, ma abbraccialo. Ricordati che stai preparando il terreno, selezionando i semi per la raccolta. Il lavoro dev’essere un do ut des energetico.

Se vuoi crescere, visualizza su dove puntare le tue energie di prosperità.

Se vuoi evolvere, purificati. 

Ah già: e quindi che ci vado a fare in India? A prendermi il tempo che non ho avuto quest’anno. A rallentare ancora un pochetto (fino a Dicembre), a riconnettermi un po’ più alla natura e meno alla rete. E poi a stare al caldo: a me il caldo piace.

{P.s. Il chai è la bevanda tipica indiana, perfetta anche per questo tempo autunnale. Se vuoi saperne di più, leggi qui e beviamolo insieme!}

 

3 commenti su “Quando fare di meno, ti da di più {Chai Time: la mia pausa}

  1. bravissima Roby, questo articolo è giunto giusto in tempo: sto programmando nuovi progetti da fare in team, e in effetti mi arrovellavo in un dubbio: quanto lavoro in più e quanta energia avrei dovuto disperdere per trascinare alcune persone che sarebbero state incluse nel progetto . meglio snellire, puntare solo su energie che mi possano realmente tornare indietro sotto altra forma. grazie

  2. Ieri per la prima volta ti ho incrociata Mel mio cammino e credimi mi hai illuminata d’ immenso
    Grazie di cuore!
    Sei un meraviglioso esempio.
    Spero un giorno di poter fare un viaggio in vostra compagnia❤❤❤

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