Social Media Detox

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Lo chiamano JOMO (Joy of missing out, la gioia del non saperne nulla) ed è il movimento nato come naturale controtendenza al tristemente più noto FOMO (Fear of missing out, la paura di rimanere escluso).
Una delle prime a parlarne fu la scrittrice Christina Cook, che gli dedicò un intero libro, questo.

Vivendo molto all’estero e lavorando online,  l’idea di non essere presente regolarmente almeno sui social media, che sono il mio mezzo di interazione con pubblico e clienti, per me è sempre stato impensabile e anche poco professionale.

Sbagliavo io: se impari a non lasciarti usare dai social, il problema non esiste. La parte difficile è capire come.

Ci ho provato, ho voluto entrare nel minimalismo digitale durante la mia ultima permanenza in India: ho programmato i post e staccato dai social, limitato l’uso di WhatsApp a un solo controllo giornaliero e ridotta la lettura delle mail a due volte a settimana; il tutto per 25 giorni.

Le quattro conclusioni

Quello che ho scoperto mi ha lasciata basita e arrabbiata con me stessa, in particolare:

  1. Non siamo noi a scegliere di cosa nutrirci ma sono i social a decidere per noi, con i loro profittevoli algoritmi e le loro studiate pubblicità.
  2. Siamo passati dall’essere cliente a prodotto, come diretta conseguenza di quanto sopra.
  3. Viviamo di emozioni non nostre: lo scorrere compulsivo ci collega psicologicamente ed energeticamente a ciò che leggiamo e finiamo per assorbire e sentire energie non nostre.
  4. La nostra creatività, con i social, muore: siamo indirizzati a vedere solo ciò che è stabilito, beviamo influenze e trend lontani anni luce dalla nostra realtà e interiorità e ciò che produciamo non è altro che un’influenza slavata di ciò che vediamo.

Come riuscire quindi a sperimentare il movimento Jomo? Ecco qui i miei 4 suggerimenti:

1. Controlla il tuo telefono: c’è qualche app che puoi togliere?

Io, ad esempio, ho deciso di togliere Facebook e Messenger, rimanendo solo con Instagram e FacebookPage, per la gestione delle pagine lavorative, che è quello che davvero mi interessa.
Togliere le app ti porta a sperimentare una sensazione inizialmente spiacevole: il disagio. Permettiti di viverlo, di guardare il cel ed essere tentata dal volere scaricare nuovamente le applicazioni, ancora e ancora, finché troverai che il tuo telefono non ha più nulla da regalarti: vivi la disintossicazione, affronta il processo perché quello che sperimenterai alla fine è impagabile.

Se non ti puoi permettere di togliere le app per questioni di lavoro, almeno disattiva le notifiche: riprendi il controllo sui social invece che lasciare che siano loro a bombardarti, rendendoti stanca, stressata e nervosa. (Lo sai vero che puoi togliere completamente anche le notifiche di Whatsapp? Niente più suoni, niente più anteprima, niente più numerini rossi sull’icona?)

2. Stabilisci la tua ora off al giorno

Prenditi un’ora al giorno in cui spegni completamente il telefono: te li ricordi i tempi in cui i cellulari non c’erano e si usciva di casa in totale libertà, senza la sensazione di essere raggiungibile sempre e comunque? Vivere disconnesse è liberatorio.

Il livello pro? Stabilisci la tua ora digitale del giorno e rimani sconnessa tutto il restante tempo. Questo è il modo in cui io ora lavoro e posso dire che è ciò che mi sta aiutando a essere più produttiva e focalizzata. Addio 4G, addio wifi, viva la vecchia funzione “solo chiamate”.

3. Prepara il tuo kit d’emergenza

Ti renderai conto che il tempo libero che guadagni, inizialmente necessiterà di essere riempito. Prima con un buon libro magari; poi vorrai riversare tutto quello che affiora su carta e penna. Arriverà anche l’attimo in cui vorrai vivere il vuoto e la leggerezza, senza impegnarti in altre attività. Quelli saranno gli istanti in cui la tua creatività tornerà a nutrirsi e a fare il pieno di carburante.

4.  Se non riesci a togliere le app, perlomeno non aprire i social come prima cosa la mattina

I post che leggi ti estraniano dal momento in cui vivi, ti portano in una dimensione estranea e, a livello celebrare, innescano reazioni chimiche che attivano sentimenti ed emozioni necessarie a sopravvivere alla realtà che vedi, che però non è la tua! La mente è truffata e reagisce di conseguenza. La tua realtà è quella che va oltre quello (questo) schermo.

Quali sono i benefici? Posso raccontarti i miei.

Sono ritornata ad avere una relazione con me stessa, ho ritrovato le mie vecchie passioni di un tempo che, contrariamente a quanto pensassi, non erano mutate, erano solo sepolte sotto cumuli di interessi altrui. Mi sono ritrovata con tantissimo tempo libero a disposizione per riorganizzare lavoro e priorità e, soprattutto, ho ritrovato la mia autenticità. Smettendo di guardare cosa fanno gli altri, ho iniziato a risentire la purezza della mia creatività.
Tutto ciò mi ha dato una forza enorme e un’energia pazzesca.

A volte il problema non è non avere relazioni: è averne troppe.

Fai tuo il pay off della Jomo: “non ne so nulla e ne sono un gran contenta”. Che poi è l’aggiornamento del vecchio “beata ignoranza”.

Stay blessed,

R.

 

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