Spiritualità & Business: è davvero possibile?

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La cosa che più mi fa sorridere quando dico che applico la spiritualità al mio lavoro, è guardare l’espressione delle persone. Dopo un attimo di vuoto assoluto (no, non il vuoto buddhista, quello occidentale) lo leggi stampato nei loro occhi, il loro pensiero: “Che? Stai unendo sacro e profano, te ne rendi conto? Dai Roby, mi stai dicendo che se prego Laxmi o il santo di turno ogni giorno, il mio conto corrente aumenta? Dai eh!”

Superficialmente, business e spiritualità sembrano concetti opposti; eppure se ti chiedo di essere consapevole della tua produttività e del perché e come tu riesca ad esserlo, non ti suona particolarmente strano, no? Non credere, stai solo sintetizzando millenari principi spirituali. Ed è  questa la tua chiave di volta per il successo. Se non ci credi, chiedi ai grandi di Google, Apple o Nike perché hanno stabilito incontri settimanali di meditazione o di tecniche energetiche.  (E leggiti questo, se ti va).

Non è facile, al punto che vi è spesso uno scontro tra questo punto di vista e la cultura di molti professionisti. Quello degli affari è spesso considerato un mondo difficile, gerarchico, controllato principalmente dal dio denaro. D’altro canto, alcune persone spirituali tendono ad avere un approccio molto più umanistico, a volte poco reale o “aereo” come lo definisco io. Ma c’è una mancanza da entrambe le parti. Mi segui? Le persone spirituali a volte dimenticano che il denaro serve per vivere, per fare del bene, per aiutare concretamente e non con soli ideali.  Gli uomini d’affari a volte dimenticano che è impossibile (o meglio, grossolanamente inefficiente) non mettere anima e cuore nel proprio operato. Devi essere come un albero con radici profonde e rami che si alzano verso il cielo. Se ami ciò che fai, non rifiuti i frutti che produci.

Ti prego di non confondere il termine spiritualità con religione: non sto parlando di fede cieca, venerazione, di a-ffidarsi, ma di ricerca, discernimento, di non-fidarsi. Essere spirituali significa mettere in dubbio tutto per arrivare ad avere maggior connessione con il proprio Sè, per comprendere il concetto fondamentale che non sei un corpo con con un’anima, ma un’anima incarnata in un corpo.E l’Anima è eternamente libera. Spiritualità significa capire che semplicemente non sei e il Non essere è perfetto, non ha bisogni, mancanze, non ha limiti. La spiritualità è quel fattore che ti permette di rimuovere le paure e i blocchi per far si che i tuoi desideri si materializzino sul piano fisico. Ma l’unico modo affinché questo avvenga è percorrere una trasformazione interiore. 

Per farla breve, il fatto è che, se davvero vuoi raggiungere il successo negli affari, è fondamentale avere quella profonda conoscenza di te che viene solo dalla vita spirituale: solo quando trovi il tuo potenziale nascosto, sei poi in grado di vederlo in tutte le cose.

Ad un primo livello applicare spiritualità al business significa prendere coscienza che puoi tutto quello che vuoi, ma solo se ti riconnetti al tuo vero Io. Non c’è tecnica del nuovo millennio per aumentare l’intuizione, la capacità creativa, la focalizzazione che funzioni se sei totalmente disconnessa da te stessa, se non stai seguendo il tuo percorso.

Per il secondo livello, invece, parti con me da un concetto fondamentale: tutto è energia e tu la manifesti ogni giorno, che tu te ne renda conto o meno. I tuoi pensieri, le tue azioni, le tue circostanze sono uno specchio riflesso del modo in cui energia ed emozioni interagiscono nei tuoi corpi: di quello che pensi, visualizzi, desideri, temi dentro di te. E i tuoi pensieri sono una forma di energia. I tuoi desideri sono una forma di energia. E la materia è energia aggregata.

Ah, anche il denaro è una forma di energia.

Nel lavoro, quando cerchi di manifestare obiettivi, soldi, risultati, hai bisogno di energia (non ti sto parlando di quella fisica): quando i metodi che creano questo tipo di energia addizionale sono canalizzati in determinati modi, aiutano la persona a manifestare. Questo è il secondo livello di spiritualità nel business.

Nel nostro percorso insieme li esploreremo entrambi: capiremo il primo livello, ossia porteremo coscienza spirituale nel lavoro riconoscendo che nella tua vita c’è un dharma, un obbligo morale e impareremo a canalizzare l’energia per renderci magneti spirituali.

E ti accorgerai della differenza sottile che c’è tra chi è veramente spirituale e chi pensa di esserlo: tutto sta nel modo in cui si affrontano agli eventi. In chi è spirituale c’è luce, calma, chiarezza nella visione, costanza nella sforzo, ogni esperienza è vista come opportunità (e il karma non fa più paura) e c’è una ferma capacità di padroneggiare le situazioni. Ti rendi conto di cosa voglia dire questo in termini lavorativi?

Vuoi sapere come ho risposto alla domanda dell’amica con cui ho aperto il post? Eccoti:

“No Sara, perché nel regno della spiritualità, quella vera, non quelle cose New Age che forse dovresti smettere di leggere, l’azione e la pratica sono tutto: le sole parole non servono a nulla. Puoi pregare quanto vuoi, ma devi anche creare quei canali che permettano all’energia che richiedi di fluire a te o non ti arriverà mai nulla.”

C’è un alchimia di fattori che porta un praticante a raggiungere il successo, ma ne parliamo la prossima volta.

Nel frattempo:

1- se ti chiedessi perché fai quello che fai, sapresti darmi una motivazione che vada oltre il “per pagare l’affitto?” Non essere egoistica, dammi il risvolto sociale.

2- se ti chiedessi qual è la visione che ti porterà ad andare oltre una volta raggiunto un obiettivo, sapresti rispondermi?

Se una delle risposte che ti sei data, non ti è piaciuta, scrivimi e ne parliamo insieme.

Roberta

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